C’erano tutte le premesse per una straordinaria riunione di boxe, ma nessuno francamente poteva immaginare l’intensità agonistica di alcuni incontri andati in scena ieri sera al Palazzetto dello Sport di Roma.

Davide Buccioni – presidente della BBT Productions – ha decisamente centrato il suo obiettivo e cioè quello di organizzare una riunione che rimarrà a lungo nella testa degli appassionati di boxe capitolini (e non solo) e questo grazie ad un susseguirsi di match che hanno infiammato l’ottima kermesse pugilistica.

Partiamo dal main event, quello che ha visto Giovanni De Carolis (23-5-0- foto sopra ) difendere con successo il titolo intercontinentale IBF dei pesi supermedi contro Ali Ndiaye (24-2-1) al termine di una vera e propria battaglia in cui il pugile di origine senegalese ha incassato tutto quello che un essere umano può pensare di assorbire da un avversario più forte.

Ci si aspettava un De Carolis guardingo, che potesse puntare alla vittoria facendo leva sulla sua maggiore tecnica e precisione di colpi.

Ed invece, una volta di più, così come già accaduto contro Geard Ayetovic (25-9-1) sei mesi fa, il pugile romano (nella foto di Simone Cicalone) ha fatto il match che nessuno si aspettava, aggredendo l’avversario dal primo round, accorciando la distanza e cercando in ogni momento di chiudere la sfida prima del limite.

Ndiaye ha subito due conteggi (nella prima e nella decima ripresa) e due richiami ufficiali da un arbitro che non si è rivelato all’altezza e che ha permesso troppe scorrettezze.

Il pugile di origine senegalese è stato per tutte e dodici le riprese in balia della furia agonistica di De Carolis, ma generosamente è riuscito a terminare l’incontro in piedi perdendo in maniera netta (118 a 106, 117 a 107 e 119 a 104 i tre cartellini).

Francamente si fa fatica a capire come un angolo possa permettere una simile mattanza.

Una cosa è saper soffrire, un’altra è rischiare di farsi male e Ndiaye e mio avviso non meritava una simile lezione.

Il manager Cherchi – c’è da precisare – nel corso del dodicesimo round ha lanciato l’asciugamano, ma il regolamento (fin troppo atteso dall’arbitro inglese) non glielo consentiva ragion per cui il match è stato fatto riprendere nello stupore generale e con un Ndiaye visibilmente scosso.

Vibrante anche la sfida tra Massimilaino Buccheri (19-1-1- nella foto ) ed il ventuduenne pugliese Andrea Manco (10-1-1) valevole per il vacante titolo dei pesi medi.

Manco è salito sul ring senza timori referenziali e con personalità.
Ha condotto i primi tre round accorciando la distanza e caricando al massimo i suoi colpi.
Poi però è uscita la maggiore esperienza e tecnica del pugile romano che si è aggiudicato la quarta e quinta ripresa.

Alla sesta ripresa l’epilogo. Manco esce da uno scambio con Buccheri con una pericolosa ferita all’altezza della palpebra e il medico non può che decretare l’interruzione del match e la vittoria del boxeur capitolino che diventa cosi campione italiano dei pesi medi dopo essere già stato campione dei supermedi. Una bella soddisfazione per un pugile in crescita a dispetto dei suoi trent’anni di età.

Nel sottoclou Felice Moncelli (12-3-1), campione internazionale IBF dei superwelter e già campione italiano di categoria, ha sconfitto il ventisettenne georgiano Renat Samedovi (13-13-1) per Kot alla quinta ripresa.

Buone indicazioni anche per l’ex campione italiano dei pesi leggeri Manuel Lancia (12-1-1) che mette alle spalle la sua unica sconfitta in carriera patita cinque mesi fa per mano di Massimiliano Bellisai, battendo il coriaceo Tornike Tortladze (7-5-1) ai punti.

Ottima la prestazione del superpiuma Mario Alfano (5-0-0) che batte per Ko alla seconda ripresa Nikoloz Verkatsashvili (24-13-0), numero uno nelle classifiche georgiane di categoria, con ben trentasette incontri da professionista.

Un test significativo per il giovane pugile romano seguito all’angolo da Daniele Petrucci e Sergio Calì che ha dimostrato – una volta di più – di essere pronto per un match titolato.

In apertura seconda vittoria per il superwelter Vincenzo Bevilacqua (2-0-0) che supera Alain Kourouma (0-1-0) a conclusione di un ottimo match da parte di entrambi i contendenti ma vinto meritatamente dal ventunenne pugile romano in considerazione della sua maggiore potenza ed incisività.

In conclusione, tante emozioni e tanta qualità ieri sera al Palazzetto dello Sport, con due grandi vincitore: la boxe ed i suoi sempre più numerosi appassionati.

E’ stato appagante vedere così tanti spettatori bordoring, ma per confermare certi numeri servono incontri di questo genere.

Solo in questo modo si può conquistare e mantenere l’attenzione dei media e in particolare delle televisioni (ieri la riunione è stata trasmessa dal canale Deejay TV), risorsa fondamentale per lo sviluppo e la crescita del movimento pugilistico professionistico italiano.

Di Stefano Buttafuoco